Coaching per essere genitori felici

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Essere genitori è una delle esperienze migliori della vita e allo stesso una delle più sfidanti. Quando ci si immagina genitori, infatti, spesso si pensa a tutti i momenti felici che verranno, alle giornate in famiglia e per farlo nei migliori dei modi è utile investire del tempo e delle energie per scoprire come comunicare in modo corretto. Ecco allora come il Coaching per essere genitori felici può aiutarci ad essere consapevoli su cosa fare e come farlo per rafforzare il legame figlio-genitore.

Per riuscire ad essere quindi genitori felici, è infatti importante imparare a comunicare in modo efficace e quindi apprendere come capire e farsi capire. Ecco su cosa focalizzarsi:
L’ascolto attivo – In ogni ambito della nostra vita, e quindi anche in quello familiare, la comunicazione è un aspetto fondamentale. La corretta trasmissione di informazioni tra un soggetto e l’altro, infatti influisce molto sul rapporto tra il ricevente e l’emittente. Per diventare buoni genitori è quindi necessario diventare buoni comunicatori. Per farlo, la prima cosa da imparare non è come comunicare, ma bensì come ascoltare.

La capacità di comprendere a fondo un messaggio, è detta “ascolto attivo” e si rivela particolarmente efficace per comprendere le esigenze e le emozioni dei nostri figli. Come fare a diventare degli ascoltatori attivi? Ecco quindi la parte del coaching per essere genitori felici dedicata ai 5 punti focali da tenere sempre a mente per diventare ascoltatori attivi.

1. Fare attenzione a quello che ci dicono i nostri figli 
La prima regola di un buon ascoltatore è quella di prestare la massima attenzione all’emittente del messaggio, in questo caso i nostri figli, così da poter comprendere a fondo il messaggio che ci vogliono inviare, non solo tramite le parole, ma anche tramite il linguaggio non verbale. Per questo motivo, è importante imparare ad ascoltare le parole emesse dal nostro interlocutore e mantenere un contatto oculare senza cedere a distrazioni esterne oppure dai nostri pensieri.

2. Fare sentire ascoltato l’interlocutore
Per dare attenzione ai nostri figli, sarà quindi necessario utilizzare il nostro linguaggio del corpo e quindi fare movimenti che comunichino loro la nostra più completa attenzione e presenza, facendo gesti, lievi cenni verbali e utilizzando una postura corretta, facendo sì che il mittente si senta ascoltato.

3. Interagire fornendo “informazioni di ritorno”
Inoltre, per comunicare attenzione all’interlocutore, è possibile usare la tecnica del “ricalco”, ovvero restituire verbalmente e non verbalmente ciò che il mittente sta dicendo, parafrasando le sue parole.

4. Chiedere chiarimenti
Un altro metodo vincente è quello di fare domande riguardanti il messaggio espresso.In questo modo, inoltre, si abbasserà il rischio di recepire un messaggio errato e quindi di creare incomprensioni.

5. Evitare di esprimere giudizi
È inoltre importante evitare di esprimere giudizi e di interrompere l’interlocutore con le proprie opinioni e altri tipi di argomentazioni: l’ascolto attivo deve essere basato sulla comprensione e sul rispetto dei pensieri altrui.

Ci sono due lasciti durevoli che possiamo dare ai nostri figli. Uno sono le radici. L’altro sono le ali.
Hodding Carter, Jr.

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