Cosa non è il coaching

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Abbiamo già parlato a lungo di cos’è il coaching, in questo articolo, vorremmo proseguire il discorso, parlando di quello che il coaching non è. Nella nostra visione il coaching non è:
  •  contenuto
  • consulenza
  • una passaggio di informazioni da “chi sa” a “chi non sa”

Il coaching non è contenuto

Il Coaching non è contenuto(qualunque analisi o valutazione sul contenuto dell’obiettivo è patrimonio del coachee), esso è puro processo, anche se può capitare che il coach sia un esperto delle cose per le quali il coachee (il cliente del coach) lo ha ingaggiato. Non riguarda il contenuto perché l’esperienza e il vissuto di quel contenuto su cui si lavora nel coaching, sono quelli del coachee; un coach bravo sa che, anche dello stesso identico fatto, due persone possono avere un vissuto completamente diverso. Abbiamo parlato già del coach come di un uomo allo specchio, di un soggetto che prima di fare il facilitatore, il “provocatore”; il catalizzatore di risorse altrui, ha fatto questo processo su se stesso e quindi sa quanto è importante che sia il coachee a compierlo e che nessuno può farlo per lui.

Il coaching non è consulenza

Il Coaching non è consulenza, non è dare un mandato a qualcuno perché faccia qualcosa con le sue competenze, non è chiedere a qualcuno di pianificare o raggiungere gli obiettivi per noi. Il coaching è una relazione finalizzata al fatto che sia il cliente a definire, pianificare e raggiungere, con le sue competenze e le sue modalità, i suoi risultati.

Il coaching non è affidarsi a chi è capace di fare 

Il coaching non è affidarsi a chi è capace di fare qualcosa per farselo “insegnare”. Spesso chi è capace di fare qualcosa non è il migliore a spiegare come lo fa (a meno che non abbia una preparazione specifica), perché tende ad insegnare il suo modo di operare. Il coaching è un interscambio che funziona quando è in una cornice fatta di fiducia nelle risorse e nelle potenzialità degli esseri umani. Il coach ha le sue skill e il valore aggiunto che può offrire non sono queste capacità, ma la conoscenza e la fiducia nel percorso che lo ha portato a scoprirle. Di questo percorso è importante che egli diventi testimone e sponsor, per far sì che un percorso analogo sia fatto dal coachee.

Allora, il Coaching cosa non è?

Riassumendo: quando il coaching non è focus sul contenuto e non è una forma mascherata di consulenza o di addestramento, allora funziona. Quando la situazione non è quella di un “esperto” e di un cliente inesperto che dipende dall’esperto, il coaching si compie e diventa quel processo generativo e creativo in cui entrano necessariamente tecniche, modalità e strumenti di cui il coach è necessario che sia in possesso.
Abbiamo dato qualche spunto sul “cosa non è” il coaching. Un po’ di tempo fa, attraverso una canzone di Bruce Springsteen (Working on a Dream), abbiamo detto che, tra le altre cose, il coaching è trasformare i sogni in obiettivi. Restando nel perimetro musicale potremmo prendere spunto da “A little less conversation” del grande Elvis Presley, che in una strofa canta “A little less conversation, a little more action” (un po’ meno di conversazione, un po’ più di azione), perché il coaching è un processo che quando funziona porta all’azione.
Cosa ne pensi di cosa non è il coaching? Hai qualche spunto o riflessione da condividere? Il parere di chi ci segue è importante! Scrivi il tuo punto di vista nei commenti.

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