Cos’è la Paura e come gestirla

conoscere e gestire la paura

La paura è uno stato della nostra mente. La paura è un’emozione.

La paura è una cosa utile.

Se non fossimo in grado di provare paura creeremmo, o meglio, vivremmo, degli stati di pericolo incredibili. E quello che ci dice la paura è che in una determinata situazione possiamo trovarci di fronte ad un potenziale pericolo fisico o emotivo e nel momento in cui sappiamo questo dobbiamo usare al meglio le nostre risorse per affrontare la paura, o meglio, per evitare il pericolo.

Quindi, la paura, come stato della nostra mente, non è altro che qualche cosa che ci è di servizio ed è un modo che il corpo ha per comunicarci che c’è questo potenziale pericolo. La paura in realtà non esiste.

La paura, come diceva Goethe in una sua famosa frase:

“Un giorno la paura bussò alla porta, il coraggio andò ad aprire e non c’era nessuno”

La paura spesso è il risultato di uno stimolo che non abbiamo chiaro da dove arrivi, che magari ci viene da qualche cosa che abbiamo sentito, che evoca un’immagine mentale, o magari, ci viene da attivatore, una parola che viene utilizzata che riconosciamo come attivatore di uno stato di allerta.

Spesso è il risultato di un processo chimico che avviene internamente al nostro corpo in cui, rispondendo inconsciamente ad un attivatore, iniziamo a produrre adrenalina. Nel rilasciare adrenalina all’interno del nostro corpo, quello che succede è che siamo pronti alla fuga o al combattimento. 

Ma, nel momento in cui non c’è nulla da combattere, nulla da rifuggire, in un certo senso invece di dire “okay, accetto questa sensazione e la vivo diversamente”, semplicemente generiamo un’indistinta paura verso qualche cosa.

La paura in questo modo è madre di stati di depressione, di stati di insicurezza, perché è come un modo per esser sempre all’allerta, sempre attivati, ma senza mai passare all’azione.

La paura è qualche cosa che distrugge alle fondamenta le persone, principalmente perché non sanno come gestirla, non sanno ringraziarla, non sanno rendersi conto che come ogni emozione umana è qualche cosa che ha una sua intenzione positiva.

La paura nasce per farci stare bene, nasce per preservarci da determinati stati, nasce per aiutarci a riconoscere dei pericoli. Alcuni di questi pericoli, in realtà, non sono esistenti, sono frutto, semplicemente, della risposta che abbiamo a determinati imput che riceviamo dal mondo che ci circonda.

Questo è un retaggio di quando l’uomo primitivo doveva saper riconoscere i segnali di pericolo nell’ambiente che lo circondava. Doveva reagire per una questione proprio di conservazione, per spirito di sopravvivenza.

Oggi, questo è molto più raro, molto meno necessario e, però, è un meccanismo inconscio, naturale. Questo nasce con l’idea di aiutarci e di preservarci, ma a volte non ha un effettivo riscontro nel modo d’essere, o meglio, un’effettiva necessità.

Semplicemente ci porta ad attivarci inutilmente quando ci viene stimolato questo tipo di sensazione. È come se qualcuno ci spingesse un tasto, un tasto che è rimasto lì da un antico passato, quando il nostro organismo doveva esser pronto al combattimento o alla fuga.

Oggi come oggi non abbiamo più bisogno di quel combattimento o di quella fuga, almeno non intesi in quel modo, eppure rispondiamo agli stessi input che possono esser uditivi o visivi. E questo per quanto riguarda le paure che arrivano dall’esterno.

Altre paure invece sono date dal nostro modo, interiore, di vedere le cose, le nostre proiezioni sul futuro. Bisogna pensare che la paura è qualche cosa che non appartiene al qui e ora.

La paura, come tante cose, appartiene o al passato, quindi paura di un evento passato, di una situazione passata, o al futuro, cioè una previsione di uno stato non piacevole, non voluto, e che viene ingigantita negativamente e da lì ci porta in una spirale negativa. 

La paura, fortunatamente, è qualche cosa che, una volta che abbiamo imparato a gestirla, ci può esser di grande aiuto: può esser un segnale positivo per le nostre azioni, per la nostra sicurezza, per la nostra salvezza. La cosa importante è affrontarla fin da subito. Uno dei segreti per affrontare la paura è non lasciarla crescere, non lasciarla diventare un grande mostro, ma affrontarla finché è piccola.

Finché il mostro è piccolo noi siamo più forti del mostro.

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