Gestione del benessere, fattore decisivo per leader e manager – Essere un leader o un manager all’interno di un’organizzazione oggi giorno comporta sfide e responsabilità peculiari. Bilanciare le esigenze di questa leadership con il benessere personale è fondamentale per garantire il successo e l’efficacia nelle azioni; in questo senso intendiamo proprio il rapporto esistente tra i risultati ottenuti attraverso una determinata attività e gli obiettivi fissati. Nell’ambito della nostra ricerca sui leader ad alte prestazioni abbiamo identificato alcuni tratti distintivi comuni nei leader e nei manager più performanti. Una di queste caratteristiche è chiamata “Il tutore di sé”. L’aspetto distintivo del tutore di sé è il costante mantenimento di un buon livello di benessere mentale e fisico, perseguito dando al corpo e al cervello ciò di cui ha bisogno per rimanere in salute, prosperare e performare nel contesto quotidiano del proprio lavoro.
I leader ad alte prestazioni solitamente considerano queste priorità:
- PROTEZIONE DEL BENESSERE MENTALE: la costruzione di abitudini di vita sane che sfruttano le strutture mentali, i comportamenti e gli ambienti noti per essere importanti per il benessere mentale.
- RAFFORZAMENTO DELLA SALUTE FISICA: la creazione di abitudini di vita sane che sfruttano le strutture mentali, i comportamenti e gli ambienti per supportare un stato ottimale della salute fisica.
- GESTIONE DELLO STRESS E RESILIENZA: l’utilizzo delle strutture mentali, dei comportamenti e degli ambienti che riducono lo stress e favoriscono la resilienza.
- CONSAPEVOLEZZA MENTE-CORPO: la consapevolezza del proprio stato mentale e corporeo in modo che questi possano agire in sinergia per gestire la propria salute e il proprio benessere mentale.
Quindi queste priorità ci permettono di avere un sano equilibrio vita-lavoro e il primo passo è sempre la CONSAPEVOLEZZA: portiamo l’attenzione al nostro sistema interno e adottiamo opportune strategie che permettano di ritrovare centratura ed equilibrio mentale ed emozionale.
Creare cervelli resilienti ad alte prestazioni
Il tuo cervello è fortemente coinvolto nella creazione di queste abitudini. Ad esempio, sapevi che il Neuropeptide Y (NPY), un neurotrasmettitore peptidico, modula le risposte allo stress? Gli studi suggeriscono che questo neurotrasmettitore è protettivo in condizioni di stress elevato. Per trarre vantaggio dall’implementazione di queste sostanze chimiche protettive per il cervello è importante, come leader, effettuare riflessioni mensili sul benessere. Potresti programmare un giorno al mese come una “giornata di cura per me stesso“, in cui non solo riposi, rifletti e ti ricarichi ma osservi anche le tue abitudini di benessere in una prospettiva più ampia e rifletti sul modo in cui queste incidono su di te e sul resto del team.
Nell’era delle trasformazioni è necessario prepararsi in modo attivo e flessibile ai cambiamenti che prevedono la sopravvivenza aziendale e questo richiede forme di pensiero diverse per gestirlo e affrontarlo. Tuttavia, sappiamo che, nonostante il cambiamento sia un comportamento per la sopravvivenza, il nostro cervello non lo ama.
La nostra mente ama avere tutto sotto controllo per poter prevenire le minacce e prendere decisioni rapidamente. L’incertezza genera nel nostro cervello una sorta di stato di allerta e difesa immediato che ci fa ricorrere ai meccanismi di difesa più primitivi: attacco, fuga e congelamento. In questo modo si attiva, quindi, il circuito della minaccia attraverso gli ormoni dello stress, cortisolo e adrenalina, che ci focalizza sul pericolo, concentra le energie per la difesa e riduce le risorse cognitive ed emotive a disposizione per fare tutto il resto, tra cui sicuramente accogliere il cambiamento e l’innovazione. L’incertezza distorce anche la nostra visione delle minacce e può farle sembrare peggiori di quello che sono in realtà. Quando ci sentiamo insicuri, abbiamo maggiori probabilità di aspettarci il peggio e questo rende l’incertezza ancora più stressante.
La vera trasformazione richiede la creazione di nuovi circuiti nel cervello, che utilizza la corteccia prefrontale. Questo processo avviene lentamente e richiede uno sforzo e un’attenzione intensa poiché si stanno letteralmente “scavando” GROOVE nuovi percorsi nel cervello.
Ciò che non misuri non puoi aggiustarlo, quindi inizia a farti domande come:
- Come va il mio sonno? Come posso ottimizzare la mia routine serale per gestire i miei livelli di stress?
- Sto fissando dei confini sani tra gli ambiti di vita e quelli lavorativi e non mi sto stressando?
- Lascio spazio nel mio calendario alla creatività, alle nuove idee e al pensiero riflessivo?
- Qual è la mia routine di esercizi?
Come leader e manager, dobbiamo dare il massimo e questo significa essere il più sani possibile
Raggiungere gli obiettivi dell’organizzazione non ha un grande significato molto se il prezzo che si paga è la propria salute. Il tuo team ti ringrazierà per queste abitudini basate sull’evidenza e lo stesso farà il tuo cervello!
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Traduzione di un articolo di Amy Brann – www.synapticpotential.com





