Il Coaching

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Il Coaching deriva deriva dall’ungherese copci (carrozza). In Inghilterra ha assunto il significato di carrozza che si muove da un luogo verso un altro. In questo senso il coach è il veicolo, il propulsore che aiuta il cliente a traghettarsi da una situazione o stato attuale verso una situazione o stato desiderato. Per stato si intende l’insieme degli stati d’animo, la fisiologia e tutto ciò che registriamo come comportamento in un dato momento. Il coach insieme al cliente sperimenta la strategia per fargli assumere lo stato funzionale e performante adatto a far sì che egli stesso riesca a intravedere le soluzioni più congeniali per il raggiungimento del risultato finale.

Cos’è il coaching?

Il coaching, quindi, è il processo attraverso il quale si aiutano individui e gruppi di persone a raggiungere il massimo livello delle proprie performance. Questo processo comporta l’espressione piena della forza delle persone, che sono aiutate ad aggirare i propri limiti e le proprie barriere al fine di dare il meglio di se e realizzare prestazioni più efficaci. Una volta individuate, le potenzialità personali dell’individuo o di un gruppo o di un’organizzazione vengono incrementate, espanse e amplificate attraverso l’azione, l’esercizio e l’allenamento dell’individuo/team per il raggiungimento di obiettivi di miglioramento autodeterminati e realizzati attraverso un piano d’azione.

IL Coach è uno straordinario facilitatore che aiuta a costruire il futuro desiderato e ad attivare le risorse necessarie per realizzare il presente e futuro desiderato. E’ un processo in cui un professionista (Coach) accompagna una persona (Coachee) o un team nello sviluppo delle loro potenzialità al fine di ottenere risultati tangibili e duraturi. In particolare, nel coaching individuale, il Coach, attraverso un ascolto attento, la creazione di un clima di fiducia e l’utilizzo di domande mirate permette al Coachee di esprimersi liberamente, di prendere consapevolezza delle risorse, di elaborare e sperimentare nuove strategie di comportamento.

IL coaching professionale, invece, è un rapporto di “partnership” (collaborazione) che si stabilisce tra coach e cliente (coachee) con lo scopo di aiutare quest’ultimo a ottenere risultati ottimali in ambito sia lavorativo che personale. Grazie all’attività svolta dal coach, i clienti sono in grado di apprendere tutte quelle tecniche che permetteranno loro di migliorare sia le performance (prestazioni) sia la qualità della propria vita.

Come diventare coach?

Esistono diverse tipologie di coaching:

• Executive Coaching: è il business coaching riservato a singoli manager ed executive in azienda, i cui benefici riscontrati sono, tra gli altri, una leadership più efficace, una migliore gestione del tempo, delle priorità e di conseguenza dello stress, migliore capacità di delega e di gestione del proprio team.

• Corporate Coaching: è stato il primo ambito di utilizzo del coaching in Italia, nelle grandi multinazionali americane. In questo caso il coach lavora a stretto contatto con il gruppo dirigente di una grande azienda (le cosiddette “corporate”) integrando coaching individuale con coaching di gruppo, ed eventualmente intervenendo anche sui livelli intermedi e sulla base dell’azienda. La triangolazione aziendale committente-coachee-coach è un elemento peculiare di questo tipo di coaching e richiede competenze specifiche.

• Career Coaching: il focus del coaching è la competenza professionale. E’ finalizzato specificatamente allo sviluppo della carriera e della realizzazione professionale. E’ particolarmente indicato per gestire momenti di transizione e di cambiamento legati, per esempio, a ristrutturazioni aziendali o alla perdita del lavoro, a sviluppare competenze legate ad un nuovo ruolo da ricoprire, ad affrontare nuove sfide imprenditoriali.

• Coaching organizzativo: è il coaching rivolto più in generale ad un contesto organizzativo che, oltre che un’azienda, può essere una scuola, un’organizzazione no profit, un ospedale. L’intervento del coaching consente all’organizzazione di individuare o fare chiarezza sulle mete future, di tradurle in obiettivi e di allenare le potenzialità organizzative al fine di riconoscere e mettere in atto le modalità strategiche più funzionali alla realizzazione degli obiettivi stessi. Centrale è la concezione che ogni organizzazione è un soggetto dotato di cultura: è la cultura la matrice dell’organizzazione, dei suoi cambiamenti, delle sue crisi, delle sue risorse. Anche in questo tipo di coaching le parti in gioco possono essere tre: lo sponsor (colui che chiede l’intervento di coaching), il beneficiario dell’intervento del coaching ed il coach.

Life coaching: indirizzato ai singoli, ha come scopo l’elaborazione di programmi di autosviluppo ed autoefficacia. Può essere usato in ogni aspetto della vita, in particolare in momenti di cambiamento o di passaggio da una fase all’altra. A volte possono rivolgersi al coach persone che vivono situazioni che richiedono l’intervento di altri professionisti. In questi casi, il coach deve essere in grado di valutare la situazione ed inviare il cliente al professionista adatto a rispondere alla sua problematica.

Sport coaching: il coach assiste lo staff tecnico e/o l’atleta, individualmente o in gruppo, al fine di creare le giuste condizioni interne ed esterne per la realizzazione della migliore performance sportiva. Quando il coachee è l’atleta, il coach lo assiste nei piani di allenamento e nelle fasi di gara, aiutandolo a sviluppare un atteggiamento mentale positivo, come puoi vedere da questo video,  che gli consente di esprimere al meglio le proprie potenzialità, di accrescere il senso di autoefficacia, di superare i limiti presunti e le proprie convinzioni limitanti, di gestire l’ansia e lo stress, di porsi mete sfidanti.

Team coaching: il coach interviene in un gruppo come facilitatore. L’intervento di coaching facilita i singoli membri di un team nel passaggio da una visione centrata sulle proprie competenze e modi di pensare, ad una visione d’insieme delle competenze utili allo sviluppo del gruppo. Il team coaching in azienda favorisce il passaggio da un focus sui contenuti del proprio lavoro ad un focus sui processi. L’intervento di coaching in un team consente ai singoli di operare secondo le proprie potenzialità, ciò accresce il senso dell’autoefficacia e autonomia: fattori chiave per innescare processi di mobilitazione e superamento degli ostacoli di gruppo. D’altro canto il coach opera anche per far comprendere ai membri la necessità di un’interdipendenza che permetta di ottimizzare ed orientare le performance del gruppo verso un obiettivo condiviso e partecipato.

Come scegliere il percorso di coaching

Ormai, da alcuni anni, il coaching viene visto in positivo nei contesti aziendali. Avere le abilità del coaching, come hai potuto leggere, consente di raggiungere alte performance per te e per gli altri. Cosa ne pensi di ciò? Per seguire un percorso di coaching leggi, ti documenti, oppure oltre la lettura è opportuno avvicinarti alla pratica? Siamo sempre pronti a ricevere i feedback dei nostri lettori. Scrivici il tuo parere nei commenti!

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