Il Metamodello, il linguaggio di precisione: Generalizzazioni, Cancellazioni e Deformazioni

METAMODELLO

Il Metamodello, nella sua definizione classica, indica una serie di distinzioni linguistiche utilizzate per raccogliere informazioni altamente specifiche e di tipo sensoriale. Esso è stato sviluppato per la prima volta da Grinder e Bandler e presentato al pubblico nel libro “La struttura della magia” già dal 1975.

“Quando comunichiamo non siamo consapevoli del processo con cui scegliamo le parole per rappresentare la nostra esperienza. Non ci rendiamo conto del modo  in cui ordiniamo e strutturiamo le parole che scegliamo…Dire che la nostra comunicazione, il nostro linguaggio, è un sistema significa dire che ha una struttura, che c’è qualche  insieme di regole che determina quali successioni di parole avranno un senso, rappresenteranno un modello della nostra esperienza”. (Bandler-Grinder, La struttura della magia, p.40).

Il metamodello o “linguaggio di precisione”

metamodello bandler e grinder

 

Il Metamodello, detto anche “linguaggio di precisione“, è un insieme di domande tese ad approfondire e specificare la struttura profonda dell’esperienza, ovvero la rappresentazione sensoriale della realtà.

Infatti, attraverso il linguaggio ciascuno comunica la propria mappa del mondo filtrando la mappa Vakog  (vedi articolo “I Sistemi rappresentazionali di accesso Vakog – i cinque sensi“) mediante l’utilizzo dei tre procedimenti universali del modellamento umano: le Generalizzazioni, le Cancellazioni e le Deformazioni, funzioni che utilizziamo nel nostro modo di esprimerci.

La Generalizzazione

La Generalizzazione consiste in qualcosa che è stato semplificato e deve essere specificato. È il procedimento con il quale elementi o parti del modello di una persona vengono staccati dalla loro esperienza originaria e giungono a rappresentare l’intera categoria di cui l’esperienza è un esempio. Le generalizzazioni si riconoscono dall’utilizzo di quantificatori universali (sempre, mai, tutto, ognuno, chiunque, nessuno…) e dagli operatori modali che esprimono volontà, possibilità e necessità (voglio, posso, devo…).

La Cancellazione

La Cancellazione consiste semplicemente nel tralasciare qualcosa. Non sempre è possibile descrivere dettagliatamente tutte le proprie esperienze, quindi si comincia a tralasciare qualcosa. L’unico problema è che, a volte, si cancellano delle informazione importanti. Libro: “Il tempo per cambiare” Bandler. Chi fa uso delle cancellazioni percepisce una realtà vera, ma incompleta e questa situazione può portare a non rendersi conto delle proprie potenzialità o delle proprie opzioni di scelta. Le cancellazioni possono anche creare limitazioni, problemi ed errori di mappatura. Le domande del MetaModello ci permettono di fare un passo indietro, pensare alle funzioni del nostro mappare e mettere in discussione la forma e la legittimità delle nostre mappe.

La Deformazione

La Deformazione consiste nel fatto che qualcosa è stato cambiato e deve essere riportato alla sua forma originale. Un esempio di deformazione si ottiene quando si mettono in relazione due situazioni in maniera arbitraria, “se lui mi amasse, non farebbe così”, oppure,  “sei in ritardo, non te frega niente di me”, si dà per certo il collegamento tra l’essere in ritardo e ciò che la persona  in questione prova in generale per lui/lei. Quindi, attraverso le deformazioni si possono formare delle convinzioni errate, senza che il soggetto se ne renda conto.

Attraverso l’acquisizione del Metamodello, riusciremo a sviluppare la capacità e l’abilità di porre domande di qualità nel momento giusto, migliorare e potenziare la linguistica per poterla utilizzare in modo sempre più funzionale.  Conoscere ed applicare il metamodello su noi stessi e sulle persone che ci circondano, può davvero aiutare ad aumentare la propria consapevolezza, contribuendo ad aprire una nuova finestra attraverso cui guardare il mondo.

 

Letture consigliate: Practitioner in PNL. Il manuale del primo livello di specializzazione in PNL

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