Il Potere dell’osservazione

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Ieri sera ero seduta in giardino mentre mia figlia era intenta a scrivere e disegnare ciò che stava osservando per un progetto scolastico. Parlare con lei di ciò che vedevamo, di ciò che sentivamo e di ciò che stava accadendo intorno a noi, mi ha costretto a rallentare, a concentrarmi su ciò che accadeva intorno a me, a fermarmi ed osservare, fissando anche i piccoli dettagli e le sfumature.

Tutto questo mi ha anche fatto pensare a quanto siano rari questi momenti. Guardiamo così spesso il nostro campo visivo – il luogo in cui ci troviamo, le persone intorno a noi – senza nemmeno pensare davvero a ciò che sta avvenendo. Lasciamo che i nostri movimenti oculari e i nostri sistemi di attenzione facciano questo intenso lavoro e operino con il pilota automatico nel corso della nostra giornata.

Naturalmente, questo è piuttosto utile in quanto significa che non dobbiamo sempre impiegare le nostre risorse consapevoli per decidere dove muovere gli occhi o su cosa concentrarci, ma d’altra parte, se lasciamo questi processi mentali a se stessi tutto il tempo, se non interveniamo di tanto in tanto e non ci fermiamo intenzionalmente a concentrare il nostro sguardo e la nostra attenzione su ciò che sta accadendo intorno a noi, possiamo perderci tutta una serie di dettagli a nostra disposizione.

 

Seguire lo sguardo

Negli studi sull’attenzione, gli scienziati usano spesso un eye tracker per monitorare in quale direzione stiano guardando le persone. Sebbene tutti mettiamo in atto la cosiddetta attenzione nascosta (il processo di prestare attenzione a uno spazio visivo che non è nel nostro sguardo diretto) questo tracciamento ci dà un’idea di ciò che le persone notano di più nel loro ambiente e di ciò che evitano o filtrano .

Dal punto di vista del marketing, questo tipo di strumenti può fornire agli esperti di questa disciplina alcune intriganti informazioni su cosa sia più attraente in una pubblicità o in un prodotto ma, più in generale, ci fornisce anche una finestra sui poteri di osservazione delle persone: cos’è che stanno fissando? Cos’è che stanno ignorando? Si concentrano su una sola cosa o su molte? Quanto velocemente i loro occhi passano da un punto all’altro?

Prenditi un momento per pensare ai tuoi movimenti oculari negli ultimi 30 secondi. Come sarebbe la traiettoria se la disegnassi sulla scena del tuo campo visivo?

 

Occhi curiosi

La scienza mostra che i nostri poteri di osservazione sono guidati da due forze: la prima è rappresentata da quanto sta succedendo all’esterno (magari qualcosa di importante che si manifesta nel tuo campo visivo). La seconda è quello che succede nella nostra testa (se hai perso qualcosa, le chiavi per esempio, è questa ricerca a guidare il tuo sguardo).

Sia per l’osservazione che per quella esterna, esiste una regione del nostro cervello chiamata campi oculari frontali che controlla e dirige i nostri movimenti oculari. Questa regione opera insieme ad altre regioni all’interno della cosiddetta rete dell’attenzione del nostro cervello, per dirigere il nostro sguardo e consentirci di porre l’attenzione su ciò che è più importante in quel momento. Questa è la rete a cui devi far riferimento consapevolmente quando vuoi dirigere intenzionalmente il tuo sguardo e la tua attenzione verso qualcosa di specifico nel tuo ambiente.

Ci sono anche altri fattori che influenzano i movimenti oculari, ad esempio la curiosità. La scienza ha dimostrato che il livello di curiosità di base di una persona può influenzare i suoi movimenti oculari. Quando si tratta di acquisire nuove informazioni attraverso sensi, le persone con una maggiore curiosità percettiva tendono a guardare in più punti all’interno di una scena rispetto alle persone con una curiosità percettiva inferiore.

Ora che hai queste informazioni, la prossima volta che ti trovi da qualche parte con qualche minuto a disposizione, fermati e osserva la situazione di fronte a te. Sii intenzionale con il tuo sguardo. Nota come i tuoi occhi seguono la scena che hai davanti. Cosa trattiene di più il tuo sguardo? In che modo la tua curiosità o i tuoi obiettivi del momento ti stanno influenzando? Quali aree non stai guardando? Perché, e cosa ti stai perdendo? Stai dirigendo la priorità della tua attenzione nel migliore dei modi?

Non sai mai quali preziosi dettagli potresti riuscire a cogliere.

Traduzione di un articolo di Amy Brann – www.synapticpotential.com

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