Prendere decisioni non è un’attività razionale

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Tutti pensiamo di essere persone razionali, o almeno di esserlo nella maggior parte delle occasioni.

Prendere decisioni non è un’attività razionale, pensiamo di  ponderare ragionevolmente i pro e i contro di una situazione. Questo è, starai pensando, ciò su cui ti impegni e che cerchi di migliorare da sempre in tutta la tua vita lavorativa, non è così?

Ma il problema è che per gli esseri umani il processo decisionale non è un’attività della mente razionale, è invece sorprendentemente irrazionale. In altre parole, in questo processo ci sono tutti i pregiudizi che si insinuano nelle nostre decisioni e che influenzano inconsapevolmente la nostra capacità di scegliere l’opzione “migliore” o “giusta”.

Opzione A od opzione B?

Ad esempio, potresti pensare di scegliere l’opzione A perché è migliore dell’opzione B. Ma in realtà, potresti crederlo perché l’opzione A è presentata in modo tale da sembrare migliore anche quando non lo è. O forse perché l’opzione B è di minor valore per te, perché ciò che otterrai da essa sarà in troppo in là nel futuro. Quindi, anche se ti piace pensare che le tue decisioni sono razionali, in realtà non lo sono affatto.

La buona notizia è che, sebbene molte delle tue decisioni siano irrazionali, esse sono prevedibilmente irrazionali. Questo significa che puoi risolvere il rompicapo di questa irrazionalità per vedere in quali occasioni potrebbe influenzare le tue decisioni. 

Dentro e fuori 

La scienza ha dimostrato che uno dei motivi per cui le decisioni che prendi possono essere irrazionali è la situazione in cui stai prendendo le tue decisioni – sia in termini di ciò che sta accadendo al di fuori della tua testa sia di ciò che sta accadendo al suo interno. In parole povere, questo potrebbe manifestarsi come lo stato d’animo, l’umore che influenza le nostre decisioni. Forse sei di cattivo umore, e quindi il tuo processo decisionale è oscurato dai tuoi sentimenti negativi. O forse sei di umore positivo e ti sta rendendo eccessivamente ottimista riguardo alle tue scelte.

Allo stesso modo, il contesto esterno può svolgere un ruolo nel processo decisionale. Ad esempio, un’impostazione che “sembra” più costosa creerà un’aspettativa che ti farà pagare di più per qualcosa di quanto dovresti. Allo stesso modo, le persone prendono decisioni diverse quando si trovano in un contesto pubblico rispetto a quando si trovano in un ambiente privato, semplicemente a causa di una circostanza sociale. In pubblico potresti essere più propenso a fare una scelta che è influenzata da ciò che credi che gli altri potrebbero pensare di te, piuttosto che da quello che più ti piace.

Un diverso tipo di relatività 

Quindi quali altri pregiudizi/errori di valutazione che influenzano il tuo processo decisionale sono stati dimostrati dagli scienziati? Uno dei principali è quello che viene chiamato il pregiudizio della relatività. Questo si basa sull’idea che le tue decisioni siano tutte relative, non assolute e quindi dipendenti dalle altre opzioni disponibili. Ciò significa che quando stai valutando una situazione, la giudichi in relazione a cos’altro ti circonda. In effetti, la maggior parte delle persone non sa davvero cosa vuole a meno che non lo veda in un contesto: pensa a come scegli un articolo quando fai la spesa al supermercato. Quante volte ti sei ritrovato a scegliere l’opzione del prezzo intermedio, quando non eri sicuro di quale articolo scegliere, semplicemente perché si trovava nel mezzo?

Ci sono diversi altri pregiudizi, che possono influenzare il tuo pensiero e il tuo processo decisionale. Ecco tre esempi tra i tanti:

  1. Distorsione dell’abitudine. Questa si verifica in quei casi in cui credi che qualcosa sia buono (o cattivo) semplicemente sulla base del tuo comportamento precedente. Anche se questo potrebbe comportare decisioni sagge, basate sulla tua esperienza precedente, fare una scelta semplicemente perché “è quello che ho scelto l’ultima volta” è improbabile che ti spinga in un territorio che rompa lo status quo e ti faccia esplorare nuove soluzioni.
  2. Distorsione da sconto temporale. Questo è il caso di quando si sottovalutano i benefici futuri di una situazione, semplicemente perché sono più lontani nel tempo. Scegliere i “quick win”, le soddisfazioni immediate, che possono essere utili nel breve termine, ti condizionano quando stai cercando di sviluppare una visione a lungo termine per la tua organizzazione.
  3. Pregiudizio di proprietà. Questo è il fenomeno del riconoscere un maggiore valore a qualcosa semplicemente perché appartiene a te. Ad esempio, se stai lavorando a un progetto “tuo” e devi effettuare una scelta, tra il tuo progetto e il progetto di qualcun altro, è davvero difficile rimanere razionali. Puoi ritrovarti a favorire irrazionalmente il tuo progetto, non perché sia migliore, ma appunto perché è tuo.

Da subottimale a ottimale 

Insomma ci sono molti modi in cui le tue decisioni possono essere influenzate da distorsioni irrazionali che possono renderle non ottimali. Questi pregiudizi hanno un effetto su di te, non a causa di ignoranza o di mancanza di esperienza, ma semplicemente perché sono il modo in cui il tuo cervello opera. Conoscere questi pregiudizi fornisce una prospettiva più onesta al processo decisionale, per poter affrontare i punti di forza e di debolezza e prendere decisioni che portano a risultati positivi per la tua carriera e per la tua organizzazione nel suo insieme.

 

Prendere decisioni non è un’attività razionale – Fonte: http://www.synapticpotential.com 

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