Superare il pregiudizio

superare il pregiudizio

C’è un pregiudizio che tutti abbiamo nel nostro modo di pensare: ce l’ho io, ce l’hai tu, i tuoi familiari e anche i tuoi colleghi di lavoro. Si chiama pregiudizio dello Status Quo. È il pregiudizio a causa del quale spesso preferiamo restare fedeli a ciò che ci è familiare piuttosto che scegliere un’opzione sconosciuta o non usuale. Negli ultimi anni le neuroscienze hanno mostrato le basi di come funziona questo meccanismo, hanno anche rivelato come si manifesta nel cervello e quali regioni si “illuminano” quando le persone lo sperimentano.
È un pregiudizio comune, che probabilmente hai già vissuto in qualche caso, ad esempio mentre eri in un periodo di cambiamento o quando hai dovuto prendere una decisione difficile. Sebbene sia un meccanismo di sicurezza che ci impedisce di entrare in qualche potenziale pericolo ignoto, questo è anche un pensiero che può impedirti di raggiungere il tuo pieno potenziale. Questo meccanismo impatta le persone a livelli diversi; la cosa che è comune a tutti è che si tratta di qualcosa che possiamo superare se diventiamo più consapevoli del perché esiste e di come esso influenza il nostro cervello, i nostri pensieri e i nostri comportamenti.

Perché esiste il pregiudizio?

Il pregiudizio dello status quo esiste perché il cervello è spesso alla ricerca di modi per rimuovere l’incertezza e l’ignoto e vuole avere un’idea di cosa potrebbe accadere nel futuro. Preferisce inoltre risparmiare energia e quello di seguire percorsi noti è un modo per attuare questo risparmio.

Ciò fa sì che le persone continuino a mantenere vecchie abitudini, modi di lavorare e di pensare, piuttosto che cambiare stando in linea con i tempi o aggiornare i propri comportamenti o la propria mentalità.

Questo adeguamento non è sempre facile da affrontare e in questa nuova era del lavoro, dove il cambiamento e l’incertezza sembrano essere sempre dietro l’angolo, è più importante che mai essere in grado di resistere a questo pregiudizio innato che ci può fermare, impedendoci di essere le persone adattabili e pronte al cambiamento che tutti potenzialmente siamo.
L’altro lato della natura umana (se riusciamo a superare questo pregiudizio) è quello, in generale, di una straordinaria capacità di adattarci e di prosperare in situazioni e ambienti diversi. È questa adattabilità che ci ha reso la specie dominante su questo pianeta. Ed è questa adattabilità che ti consentirà di essere efficaci di fronte al cambiamento, una volta superate queste barriere intrinseche.

Le neuroscienze ci indicano 3 cose per gestire il pregiudizio

Le neuroscienze ci indicano tre cose per gestire il pregiudizio riguardanti il funzionamento del cervello che puoi fare per gestire in modo proattivo questo pregiudizio in modo da poterti adattare meglio al cambiamento:

  1. Fai domande (anche a te stesso) per ridurre l’incertezza. Se hai le risposte, l’ignoto si trasforma in conosciuto e le barriere al cambiamento si riducono.
  2. Restringi le tue opzioni per ridurre il sovraccarico di scelte. Troppe scelte richiedono troppa energia per essere elaborate. Restringendo le opzioni il cervello non deve investire così tanta energia. In questo modo si riducono le barriere che ci fanno restare fedeli allo status quo. Allo stesso modo suddividi gli obiettivi, i grandi cambiamenti, in obiettivi più piccoli in modo che il dispendio energetico sembri inferiore per ciascuno di essi.
  3. Riformula l’opzione “non fare nulla” in modo che diventi meno attraente. Spesso restare fedeli allo status quo non è l’opzione migliore e anzi ti può impedire di raggiungere, come abbiamo detto, il pieno potenziale. Riformulando questa opzione in modo che sia meno attraente (ad esempio focalizzandoti sugli svantaggi dati dalla staticità, sul fatto che potresti perdere opportunità preziose, etc.), puoi iniziare a guidare la tua motivazione verso le opportunità offerte da nuove situazioni e nuove modalità di lavoro.

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Traduzione di un articolo di Amy Brann – www.synapticpotential.com

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